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lunedì 20 maggio 2013

Governo, ecco la road map per il lavoro Primo obiettivo: 100mila posti per i giovani


Imu più Tares più Iva: uguale 734 euro in più a famiglia
Rincari da brivido anche sulle spese per l'automobile



Enrico Letta e il ministro Giovannini stilano la lista dei provvedimenti da varare per tamponare l'emergenza
Il primo obiettivo dell'esecutivo sarà abbassare almeno dell'8% il numero degli under 24 senza lavoro, approfittando dei finanziamenti garantiti dal piano europeo. Poi, mano alla "staffetta" tra anziani e giovani da attuare tramite pensioni flessibili e riforme sulla precarietà.
Tgcom.it

domenica 19 maggio 2013

Grasso: "Soldi delle lobby ai parlamentari? Serve chiarezza: chi sa qualcosa denunci"


Il presidente del Senato dopo il polverone sollevato dalle Iene: "Ci vuole una legge".



"Chi sa qualcosa sui parlamentari pagati da multinazionali, farebbe bene a denunciare questi comportamenti gravissimi". Dopo il polverone scatenato dalle anticipazioni giornalistiche del servizio delle "Iene", in onda questa sera su Italia 1, interviene il presidente del Senato Pietro Grasso assicurando: "Io mi adopererò per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini".
"Purtroppo - fa notare il numero uno di Palazzo Madama riferendosi appunto alla segnalazione delle "Iene" - la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all'accertamento della verità. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati".

Il papà delle Iene, Davide Parenti, commenta così l'intervento di Grasso: "Noi abbiamo fatto il nostro mestiere, siamo riusciti a trovare qualcuno che parla. Ma va detto che la questione sollevata dal nostro programma non può essere certo un fatto di cui nessuno è a conoscenza. Ovvero, come ci siamo arrivati noi, immagino, saranno stati informati da tempo quelli che lavorano nel palazzo. Mi risulta difficile immaginare che lì nessuno sapesse".

Parlamentari a libro-paga delle multinazionali - Nel servizio delle Iene un assistente parlamentare di Palazzo Madama, che preferisce restare anonimo, denuncia l'esistenza di senatori e onorevoli a libro paga di alcune multinazionali, le cosiddette lobby. L'obiettivo, spiega sempre la fonte anonima, è quello di "far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga".

Poraborse in nero con "tesserino" regolare - Il servizio segnala poi l'esistenza di collaboratori di senatori, i cosiddetti "portaborse", che lavorano in nero a 800 euro al mese ma che per entrare a Palazzo Madama dispongono di regolare tesserino: "Il 70% dei miei colleghi si trova nelle mie stesse condizioni ed entriamo con un badge regolare", racconta la fonte anonima spiegando di "lavorare in nero dal 2003" e di essere stato assistente "sia di un senatore di destra che di un senatore di sinistra".

Le "leggi" del Palazzo - "Tutta colpa dell'autodichia - commenta il questore del Senato ed esponente grillina Laura Bottici -. All'interno di Palazzo Madama vige la regola che si fanno le leggi, ma la legge esterna non può entrare a controllare quello che si fa all'interno del Palazzo. E' questo il problema grandissimo".

TGcom.24

martedì 14 maggio 2013

M5S, Beppe Grillo: "O noi o le barricate".


"Il nostro movimento sta tenendo la rabbia, senza di noi esploderà, spero in una nostra affermazione totale", dice il comico ad un comizio a Corato, nel Barese.



"Io spero in una nostra affermazione totale perché, se non ci affermiamo noi, ci saranno le barricate". Lo ha detto il leader delM5S, Beppe Grillo, parlando ad un comizio a Corato, nel Barese. "Noi dei 5 Stelle - ha aggiunto - stiamo contenendo la rabbia. Senza di noi invece esploderà e i partiti si dovranno assumere loro la responsabilità".
"A Brescia ho visto le piazze e le facce delle persone e mi sono spaventato perché ho visto due generazioni che non si capivano: i vecchi a cui sembrava normale Berlusconi e i giovani che protestavano. L'Italia è divisa tra chi non ha più niente e chi galleggia", ha sottolineato Grillo, parlando della manifestazione del Pdl e delle proteste.

"C'erano i vecchi che erano stupiti perché i giovani gridavano per qualcosa che loro non capivano perché per loro - ha aggiunto - è una cosa normale Berlusconi che parla male della magistratura e dice che abolirà l'Imu". "I vecchi hanno vissuto una infanzia e una gioventù - ha concluso - diversa da quella dei giovani".

TGcom24.it

M5s, accordo sulla diaria: "Sarà restituita" Grillo: "Chi tiene rimborsi si mette fuori da M5S".


La riunione dei parlamentari approva la linea del leader, con la minoranza contraria che preferisce rimanere in silenzio e non chiedere un voto. Il capo del movimento aveva ribadito la sua linea: "Quello che avanza dalle spese va in un fondo per il microcredito". Nuovi attacchi alla stampa: "Facciamo i dossier sui giornalisti che fanno talk show".


lla fine la linea voluta dal leader - "la diaria sarà restituita" - passa nella riunione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle senza che l'alternativa fosse messa ai voti. Una scelta, quella della minoranza che avrebbe voluto discutere e votare una linea diversa, che non si spiega con l'accordo sulla posizione di Beppe Grillo, ma con la volontà di non prestare il fianco ai fedelissimi del capo. 

La questione diaria. "Avrebbero detto che la nostra è solo una questione legata ai soldi, mentre la nostra è una questione di principio e di gestione del Movimento", spiegano alcuni parlamentari che promettono battaglia per il futuro. "Grillo avrebbe dovuto evolversi", proseguono. E nessuno, ripetono, ha mai pensato di trattenere per sè soldi in maniera indebita, ma un conto è chiedere, riferisce un deputato, "che ne pensi di fare un ulteriore sacrificio e restituire una parte della diaria, cosa che non era prevista inizialmente. E io allora posso sicuramente pensarci. Un conto è insinuare che ci sia chi vuole fare la 'cresta' e allora io mi sento offeso". 

Un altro deputato oggi pomeriggio aggiungeva ancora "non c'è flessibilità". Sulla ventilata ipotesi che qualcuno possa decidere di prendere le distanze dal movimento - si era parlato dell'ipotesi di staccarsi dal gruppo - c'è chi osserva: "Sarebbe una iattura perchè indicherebbe in qualche modo un fallimento".

Grillo: 
"Chi vuole la diaria si mette fuori dal movimento". "Chi vuole tenersi i soldi se li terrà. Vuole fare carriera? Si mette fuori da solo''. Beppe Grillo, ad Avellino, ribadisce la sua linea. Prima, tuttavia, il leader M5S aveva notato: ''Ci fanno la battaglia sulla diaria perché uno o due hanno protestato. Ma ci sono ragazzi bravissimi, e invece vanno a cercare due-trecento euro di chi ha detto non ce la faccio''. I parlamentari del Movimento Cinque Stelle, ha insistito il leader, "si tengono tremila euro di stipendio netto. E rendicontano le spese. Quello che avanza va in un fondo per il microcredito". 

Le dichiarazioni di Grillo arrivano proprio mentre a Montecitorio era in corso la riunione dei parlamentari a Cinque Stelle per decidere sulla diaria. Riunione che si è conclusa con un accordo sulla linea di maggioranza, che è quella del leader, senza che per questo manchino ancora i distinguo e i mal di pancia.

La repubblica.it

lunedì 13 maggio 2013

Ruby: pm, "6 anni a Berlusconi" "Sia interdetto dai pubblici uffici".


Il Pm Ilda Boccassini, al termine della sua requisitoria al processo Ruby, ha chiesto la condanna a 6 anni di Silvio Berlusconi: un annio per prostituzione minorile e 5 anni per concussione. "Il giorno in cui sono uscita dal Palazzo di Giustizia e ho visto un assembramento di persone che fanno parte delle istituzioni che volevano entrare nell'Aula del processo mi sono rifiutata di fare aprire la porta in attesa che il Collegio arrivasse e mi sono sentita smarrita perche' non capivo le ragioni per le quali questi rappresentanti delle istituzioni avevano invaso il palazzo".
  Cosi' Ilda Boccassini in uno dei passaggi finali della sua requisitoria al processo Ruby. Spiegando perche' non merita le attenuanti generiche, Ilda Boccassini ha affermato che "ancora una volta Berlusconi si e' difeso fuori dal processo e non nel processo".
Secondo il magistrato, "e' responsabile di ambedue i reati che gli sono stati contestati". Il Pm ha sottolineato ancora una volta che "tutti i testi erano e sono a libro-paga di Berlusconi" e che "le indagini difensive sono state fatte in luoghi non consoni". "E' provato che Berlusconi non solo era a conoscenza della minore eta' ma che e' ha anche fatto sesso con la minore", ha sintetizzato Boccassini. .

( AGI ).

Letta avverte, governo a rischio Al 'ritiro' scontro con Alfano.


Una gita burrascosa nelle colline senesi. I ministri del governo Letta giungono al ritiro informale all'abbazia di Spineto quando le polemiche sulla presenza di Angelino Alfano e di altri esponenti di governo alla manifestazione di Brescia con Silvio Berlusconi non sono ancora sopite.
Per questo il premier ha chiesto di non viaggiare nel pullman con tutti gli altri esponenti di governo, ma si e' accomodato nel van della scorta, chiamando davanti a se' Angelino Alfano. Con loro Maurizio Lupi e Dario Franceschini.
Un duro botta e risposta, un vero e proprio scontro, viene definito da fonti di governo, con il premier che ha chiesto maggiore senso di responsabilita' e il vicepremier che ha assicurato che la manifestazione era un'iniziativa elettorale e che nessuno ha intenzione di minare la vita del governo. Ma Letta ha ricordato ad Alfano e a Lupi di aver piu' volte detto di non voler restare alla guida dell'esecutivo "ad ogni costo".
E ha anche sottolineato, in pubblico e in privato, che, data la situazione del Paese e data la strutturale instabilita' di una maggioranza bipartisan, anche i comportamenti e le parole vanno dosate con attenzione e reciproco rispetto. Senza trascurare il segnale che da' un ministro dell'Interno che partecipa a una manifestazione in cui si attacca la magistratura. "Fatti come quelli di ieri sono inaccettabili. Non si possono ripetere, perche' le ricadute negative sono superiori alle capacita' di tenuta dell'esecutivo", ha spiegato il premier secondo quanto riferito dal suo portavoce.
Il Pdl pero' ha tenuto il punto, anche con molte dichiarazioni, e non ha intenzione di abbassare le sue bandiere: intende difendere il suo leader Berlusconi da quelli che ritiene gli attacchi di certa magistratura politicizzata.
  Alla fine del duro confronto, il premier ha chiesto un impegno, che e' stato subito accolto da Alfano: d'ora in poi e fino alla fine delle elezioni amministrative, cioe' per almeno un mese, nessun esponente di governo potra' partecipare a manifestazioni di parte. Come gia' aveva fatto con l'ultimatum a Michaela Biancofiore, Letta ha imposto ai suoi ministri sobrieta' e rispetto reciproco.
Ad annunciare la decisione ai ministri e' stato lo stesso Letta, mentre i portavoce di premier e vicepremier sono scesi in una sala stampa allestita nei pressi dell'abbazia per comunicarla ai giornalisti: "Da ora alle elezioni amministrative i componenti del governo non partecipareranno a manifestazioni elettorali o dibattiti televisivi che non siano incentrati sui lavori del governo o sulle competenze dei rispettivi dicasteri". Del resto, le domande di tutti ai pochi ministri che erano arrivati alla spicciolata con le proprie auto erano tutte sulla manifestazione di Brescia. "Dobbiamo lavorare e cercare di tenerci fuori il piu' possibile da queste polemiche" aveva detto Carlo Trigilia, ministro della Coesione territoriale, "abbiamo compiti difficili ma servono risposte rapide ai problemi del Paese".
Di li' a pochi minuti la decisione dello stop alle apparizioni di parte dei ministri, ma anche la decisione di non scendere in sala stampa per un briefing, mentre nel vertice l'avvio del dibattito si e' concentrato proprio sui rapporti degli alleati di maggioranza e sulla decisione di non partecipare a manifestazioni di parte.
  "Non governero' ad ogni costo", ha ripetuto ai ministri Letta aprendo i lavori del vertice informale. E intanto a Roma il Capo dello Stato ha chiesto che si rispettino le toghe, mentre dal Pdl si e' proseguito a ritenere appropriata la manifestazione e si e', invece, attaccata la presidente della Camera che non ha preso le distanze dai manifestanti contro Berlusconi.

( AGI ).

venerdì 10 maggio 2013

Pd: intesa su Epifani segretario Domani il voto in assemblea


(AGI) - Roma, 10 mag. - Con fatica e all'ultimo minuto, ma alla fine l'intesa sul quarto segretario del Pd e' stata trovata.
  Sara' Guglielmo Epifani a prendere in mano un partito non proprio in grande forma e portarlo al congresso di ottobre. A meno di sorprese, perche' e' vero che sull'ex leader della Cgil si e' trovata "un'ampia convergenza", ma la candidatura dovra' passare domani dalle forche caudine del voto segreto in assemblea.


Sulla carta il traghettatore Epifani non dovrebbe avere problemi. Ma non e' escluso che l'assise sia comunque movimentata. Gia' si prevede la protesta di OccupyPd, poi all'ultimo potrebbe arrivare una contro-candidatura e qualcuno fa il nome di Renato Soru. E si parlera' di governo, con i malumori ancora tutti da metabolizzare per le larghe intese con il Pdl. Su esecutivo, rilancio del partito e sostegno a Epifani si attende un documento dei segretari regionali.
La scelta e' caduta su Epifani dopo un lungo braccio di ferro tra le varie correnti del partito e trattative serrate tra la Camera, dove i sei mediatori hanno tenuto le riunioni, e largo del Nazareno dove Pier Luigi Bersani, che domani prendera' la parola per un intervento, ha passato gli ultimi giorni da segretario. In corsa fino all'ultimo c'e' stato Roberto Speranza, che ha scelto pero' restare capogruppo alla Camera e ha lavorato perche' vi fosse una convergenza sull'ex leader della Cgil.
  Qualcuno sussurra che pero' che su di lui pendesse il 'niet' dei dalemiani.
La gara di Anna Finocchiaro e' stata bloccata dalla maggioranza bersaniana-Areadem, che ha spinto sul veto anche tirando in ballo ragioni di opportunita' per la vecchia vicenda della spesa all'Ikea. Quanto a Piero Fassino, che era sembrato a un passo dal traguardo, ha fatto pesare la difficolta' di coniugare il ruolo di segretario con quello di sindaco di una grande citta' come Torino.
Su Epifani invece nulla ha ostato. Non dal punto di vista degli incarichi: deputato alla prima legislatura, al massimo potrebbe decidere di rinunciare alla presidenza della commissione Attivita' produttive ottenuta appena tre giorni fa.
  E non dal punto di vista politico, data la sua storia di sinistra, anche se qualche maligno ne ricorda l'esordio in politica con il Psi. Di certo nessuno mette in dubbio la grande esperienza di mediatore di Epifani ed e' generale convinzione che non si ricandidera' a ottobre, quando presumibilmente ci sara' il congresso. Fermo restando il precedente di Franceschini che invece lo fece dopo aver rilevato il timone da Walter Veltroni dimissionario.
Nelle ultime settimane, poi, ha piu' volte preso posizione nei tormentati passaggi istituzionali per sposare la linea del segretario uscente e chiamare all'unita'. Ha difeso la scelta di proporre Franco Marini alla Presidenza della Repubblica nella drammatica riunione che ha portato alla spaccatura del gruppo. E poi, al momento di decidere le larghe intese, ha chiesto al Pd "di metterci la faccia" e avvertito che nessuno si sarebbe salvato uscendo dall'Aula. Il profilo di Epifani "risulta il piu' idoneo a condurre il Pd verso la stagione congressuale e nelle nuove e impegnative responsabilita' che spettano al Partito democratico nella difficile fase politica del Paese", hanno spiegato i sei membri della 'task force' che in questi giorni ha collaborato a tessere la tela delle trattative. Epifani rappresenta dunque una garanzia per Enrico Letta che domani sara' all'assemblea e, salvo cambiamenti di programma dell'ultima ora, interverra'.
E non e' un caso che proprio di riflesso sull'esecutivo abbia parlato Dario Franceschini, molto attivo in queste ore nella ricerca dell'accordo. "Epifani ha l'autorevolezza, il buonsenso, l'esperienza che servono adesso per sostenere il governo e rilanciare il partito tenendolo unito", ha commentato. "Epifani e' la persona giusta per guidare il Pd in questo passaggio difficile", ha assicurato Speranza.
Non tutti la pensano come lui. "Mi sembra in totale continuita' con il gruppo dirigente precedente", l'ha subito stroncato Pippo Civati che oggi ha partecipato con altri giovani deputati all'incontro degli OccupyPd. Ma non e' detto che il dissenso che pure c'e' si trasformi nella stessa valanga che con il voto segreto ha travolto Romano Prodi.
  La vera battaglia si aprira' probabilmente solo per il congresso. Non solo da qui ad allora c'e' tempo e molte cose possono cambiare, anche sul fronte del governo, ma in mezzo c'e' da decidere se separare la figura del segretario dal candidato premier, controversa modifica statutaria di cui si dovrebbe cominciare a parlare domani.
E dietro le linee resta comunque Matteo Renzi, che negli ultimi giorni ha con insistenza tenuto a chiarire che non avrebbe posto veti sul nome del 'traghettatore'. Anche se certo i suoi non hanno fatto mistero che avrebbero gradito un ricambio generazionale. Il sindaco di Firenze domani sara' all'assemblea. Il verdetto su Epifani e' atteso per domani pomeriggio.
L'assemblea si riunira' alla Nuova Fiera di Roma alle 10, con la sala dei lavori off limits per i giornalisti. Introdurra' Speranza e formalizzata la proposta di Epifani, che sara' corredata da almeno 95 firme, alle 14 dovrebbero aprirsi i seggi per le votazioni, tre per evitare l'ingorgo che nel 2009 si creo' per la scelta di Franceschini. Alle 16 e' prevista la chiusura dei seggi.
  Per essere eletto, il nuovo segretario 'pro tempore' ha bisogno del 50 per cento piu' uno dei voti espressi. Non e' prevista maggioranza qualificata, anche se e' possibile che in qualsiasi momento durante i lavori sia richiesta la verifica del numero legale, la meta' dei 950 delegati dell'assemblea. Oltre che sul nuovo leader, l'assemblea dovra' esprimersi sulla data del congresso. E' probabile che si dia solo un'indicazione di massima, ottobre, e si lasci a una prossima riunione la scelta del giorno preciso.

fonte:AGI.it

Grillo contro lo ius soli chiede un referendum "C'è stato un golpe", ma Letta non ci sta

Beppe Grillo critica lo ius soli. "In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate", scrive sul suo blog. Il leader del Movimento 5 Stelle propone di sottoporre la questione a un referendum e avverte: "Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non va lasciata a un gruppetto di parlamentari". Poi il comico, lasciando l'hotel Forum a Roma, aggiunge: "C'è stato un golpe, un colpo di Stato".
"Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano - scrive Grillo -. Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita".
"Berlusconi? Faccia senatore a vita, poi fuori dai coglioni" - Grillo non usa mezzi termini parlano del leader del Pdl, Silvio Berlusconi. "Vuole fare il senatore a vita? Lo faccia, ma poi se ne vada e si tolga dai coglioni. Se è perseguito vada ad Antigua. E' una persona che è ormai una salma, continua ad andare in tv con il phard, trucco e lucette - aggiunge il leader M5S - non dovrebbe neanche essere stato candidato, ma rinchiuso. In un Paese normale sarebbe già in galera".
"Letta è il paradosso della politica" - Il leader del Movimento 5 Stelle attacca poi il premier. "Letta per 20 anni ha fatto il nipote di suo zio. Come lo devo vedere uno che di professione fa il nipote? E' un paradosso, uno degli equivoci della politica per portare avanti la solita gente", ha detto.
"E' un mantenuto della politica" - "Un mantenuto dalla politica dal 1996, Enrico Letta, ci fa lezioni di morale. Non le accettiamo da una persona che si tiene stretta i 46 milioni di euro di rimborsi elettorali del pdmenoelle. Piglia e porta a casa capitan Findus". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog nel botta e risposta a distanza con il premier.
Diaria, "chi non rispetta i patti se ne vada" - Grillo interviene anche sulla questione diaria, dopo la discussa espulsione del vice presidente vicario dell'Assemblea regionale siciliana, Antonio Venturino. "Chi vuole restituirla, la restituirà, chi no, si prenderà le sue responsabilità. Io sono abituato che se firmo" un accordo "e mi impegno, lo porto a termine, altrimenti vado da un'altra parte". "Con tremila euro - ha aggiunto parlando degli stipendi dei parlamentari - puoi viverci, se tu le spese le rendiconti tutte, ci stai dentro".
Ai giornalisti: "Attenti, faremo anche noi i dossier" - "E' bellissimo sapere che fate sondaggi. State molto attenti a fare dossier su famiglie e mogli, perché li faremo anche noi", ha concluso Grillo rivolgendosi ai cronisti. "Non è un consiglio - ha sottolineato ridendo - è proprio una minaccia...".
Letta: "Sul colpo di Stato parole inaccettabili" - "Respingo al mittente" le accuse di Beppe Grillo e l'uso di una parola come colpo di Stato è "totalmente inaccettabile". Lo ha detto il premier Enrico Letta, in conferenza stampa con il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. Grillo, ha aggiunto, "si ricordi che quando ha usato la parola colpo di Stato, una giornalista cilena gli ha spiegato che cosa è veramente un colpo di Stato, facendogli fare una figuraccia". L'uso di simili espressioni, ha proseguito il capo del governo, "è profondamente sbagliato"e lo dico anche "per il massimo rispetto" dovuto alle recenti parole del presidente della Repubblica.
"Io taglio gli stipendi, lui fatica sulla diaria" - "E' da 46 anni che faccio il nipote...". Enrico Letta replica così a Beppe Grillo, aggiungendo: "Lui la butta sull'insulto personale" perché "non ha molti argomenti: lui insulta, io voglio occuparmi di problemi del Paese" e mentre il governo taglia lo stipendio dei ministri lui "fatica" a imporre tagli alla diaria.
Ius soli, Vendola: "Grillo si trova insieme a La Russa" - "Ho visto che Grillo aveva fatto un fotomontaggio in cui io sono con Ignazio La Russa; un modo per denigrare Sel. Lui non ha bisogno di un fotomontaggio perché oggi lui si ritrova insieme alle opinioni di La Russa". Così Nichi Vendola, parlando con i cronisti a Montecitorio, commenta il no di Beppe Grillo ad una nuova legge sulla cittadinanza basata sullo ius soli. "Grillo non pensa che i diritti universali dei cittadini siano una bandiera da far sventolare".
Bagnasco: "Cittadinanza è un diritto fondamentale della persona" - Quello alla cittadinanza è "un diritto fondamentale della persona in quanto tale", un diritto "da salvaguardare". La politica trovi "le forme concrete" affinché "chi approda in Europa possa trovare l'integrazione che tutti si augurano e che è doverosa". Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco in merito al dibattito sullo ius soli.

Fonte: TG Com.it